Sopra la panca la capra campa…e la bigenitorialità

 Nelle relazioni genitoriali la panca potrebbe essere utilizzata quale metafora per esprimere il concetto di divisione/separazione? Qualcosa che originariamente era unito e poi all’improvviso si è disgiunto? E chi sta sopra la panca? Chi sta sotto? E i piccoli dove sono? Chi li guarda? Chi li protegge? Alla luce dei fatti odierni e da quello che si evince all’interno dei Tribunali è indiscutibile che la tendenza sia quella di trovare -ahimè – troppo spesso “i padri” sotto la panca. Si sa bene che chi sta sotto alla panca “muore” perché incastrato , oppure sentirà un forte dolore visto il suo essere stato relegato in uno spazio cosi angusto! Ecco perché diventa urgente iniziare a pensare seriamente che all’interno delle relazioni genitoriali dovrebbe essere abolito il “chi sta sopra e chi sta sotto”, pur mantenendo la panca, si potrà stare di lato, di fianco, di fronte oppure seduti ma indiscutibilmente necessario sarà restare INSIEME SOPRA LA PANCA ,davanti agli occhi dei piccoli che finalmente e presumibilmente inizieranno a non sentirsi più colpevoli ne’ responsabili di quel “vedere uno dei due genitori sotto la panca”….posizione che mai avrebbero scelto ne’ per il padre così come per la madre e che al termine -se i genitori vorranno degnarsi di guardare ben bene sotto – chi veramente finirà SOTTO LA PANCA saranno proprio loro: i vostri piccoli! Un esempio troppo semplice e accessibile? Forse si! Altrettanto “forse” ….ai genitori potrebbe servire proprio un linguaggio “differente”per far loro capire che “sotto”…si può solo crepare!

Dott.ssa Simona Pirotti

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