Lo zibaldone nel conflitto genitoriale

Qualcuno potrebbe pensare che non avrei dovuto scomodare il grande Leopardi e prendere a prestito la sua parola per riflettere in merito alla miscellanea di disordine e guazzabuglio di una genitorialita’ ormai in troppi casi ricca di “vuoto”. Ebbene sì, perché Leopardi ci fa immediatamente entrare nella differenza tra la percezione della realtà negli adulti rispetto a quella percepita dai bambini. È nello zibaldone dell’alta conflittualità che il padre e la madre si smarriscono dentro una immagine di se’ “vanagloriosa”, reciprocamente compiaciuti di se stessi in quella lotta dove ‘il miglior interesse del bambino”sparisce e viene utilizzato come un elastico, un nastro di gomma da tirare avanti e indietro e spostare come fosse “un oggetto” distruggendo la fonte di ogni minuscolo pezzetto di quel processo “in erba” che dovrebbe incamminarsi verso la costruzione di un attaccamento sicuro. Ed è proprio in questo punto che si radica “lo ZIBALDONE”. Ed è proprio in questo punto che la genitorialita’ si smarrisce. Il bambino non viene rintracciato dai genitori nel “suo sofferente sentire” perché troppo impegnati a rinnegare la genitorialita’ dentro ad un pensiero contraddittorio, a gettare le basi per mettere in croce l’altro genitore al fine di dimostrare al proprio figlio chi può vantare il ruolo di -unico- bravo genitore. Ma la natura umana non può essere vista come una contraddizione e così è per la genitorialita’ che viene imbrattata da padre e madre per creare tormento, oppressione angoscia e afflizione. E credono davvero i cari genitori che in questo “zibaldone”il loro piccolo arrivi ugualmente ad interiorizzare una immagine positiva di se’? La risposta è certa! No!!! Il bambino diventa “nebbia”, viene reso “nebbia”: un partecipante silenzioso, lasciato all’angolo , utilizzato per le mazzate genitoriali da rimpallarsi reciprocamente dentro uno zibaldone che distrugge ogni “certezza affettiva”, un bambino costretto a restare dentro ad un dolore che puntualmente non viene ne’ visto e né sentito , lasciato senza nessuna protezione a guardare spaventato una coercizione agita da ambo le parti atta esclusivamente a distruggere le basi di un sistema di attaccamento che condizionerà tutta la sua vita. 

Dott.ssa Simona Pirotti

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